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Autore

Dr.ssa Sara Ronchi

Specializzato in:
Psicologia

Esercita a:
Milano (MI)

L'autolesionismo

A cura della Dott.ssa Sara Ronchi

L'autolesionismo di solito nasce come conseguenza di forti eventi traumatici (violenze, abusi), ma può essere anche spesso dovuto all'incapacità del soggetto di sfogare la sua rabbia e frustrazione di fronte ad un mondo che percepisce come estraneo.Le persone affette da questo disturbo si fanno del male in diversi modi: tagliandosi con una lametta, graffiandosi, bruciandosi con una sigaretta, strappandosi i capelli ecc.

Il fatto di rendere visibili i segni dei tagli e delle ferite sul proprio corpo è un atto in cui si cerca di mutare un dolore che si vive internamente e che gli altri non vedono e non possono capire, in qualcosa di visibile a tutti quanti.Una volta compiuto "l'atto"ci si sente meglio,sembra infatti che procurarsi del male sia un dolore molto più controllabile e gestibile di una sofferenza interiore, impalpabile ma presente.Questo disturbo può colpire tutti in maniera indistinta, anche se nelle giovani donne è più presente (è infatti una tradizione culturale quella che insegna alla donna di reprimere la proprio aggressività a differenza degli uomini) ed è associato spesso anche ad altri disturbi quali quello del comportamento alimentare (anoressia e bulimia).

Le giovani adolescenti il più delle volte non si piacciono, odiano il loro corpo e non hanno fiducia in nessuno. Chi prova questo disagio sta veramente molto male e il suo "ferirsi"è come un grido lanciato verso il mondo per chiedere aiuto.Cercare una persona di riferimento che sia presente sempre, è molto importante,ma è anche estremamente utile il fatto di sentirsi accettati e amati.

Non si diventa individui da "tenere alla larga perchè pericolosi",ma bisogna che tutti capiscano che invece si è persone sensibili e che si sta attraversando solo un momento di sofferenza interiore grande e incontenibile.Non si è soli e da questo inferno se ne può uscire.Non tenersi tutto dentro e vivere ogni emozione concentrandosi su di essa senza che questa prenda il sopravvento. Cercare di non isolarsi ma di confrontarsi con gli altri su ogni aspetto della vita.Non sentirsi giudicati da nessuno e camminare sempre a testa alta;non si è strani, si sta soffrendo.Cercare di non colpevolizzarsi troppo e lasciare scorrere il flusso dei pensieri.Non vergognarsi di fronte al mondo per essersi fatti del male, questo fenomeno è più diffuso di quanto si creda. I consigli pratici che si possono dare da mettere in atto quando si sente che la crisi sta per scatenarsi sono quelli che implicano un'azione (chiamare al telefono degli amici e iniziare a parlare.....prendere a pugni un cuscino se ci si sente aggressivi e arrabbiati con tutti....pulire la stanza....accendere la radio e ballare......), possono sembrare consigli banali, ma sono utili; se invece il problema persiste o si aggrava il mio consiglio è di chiedere un aiuto ad un esperto senza nessun timore.

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