Home > Psicologia > Articoli > Milano, città frenetica

Milano, città frenetica

A cura della Dott.ssa Di Mauro Zaira

Camminando per le strade di Roma, almeno fino a qualche anno fa, da mezzogiorno alle due si sente parlare la gente, vicina ai bar, di tortellini e rigatoni, della Roma e della Lazio. A Milano, di clienti. Clienti. Clienti. Clienti. Badget. Programmi. Clienti.

Forse a Milano i milanesi non mangiano? oppure digeriscono meglio continuando a lavorare durante il pranzo. O forse non hanno il tempo di staccare per l'esubero di attività. O cosa?

Città veloce, troppo. Dal ritmo incalzante inesorabile inclemente. Dove i passi della gente sono nervosi, agitati. Dove il tempo sembra non bastare mai, ogni attimo viene suddiviso e organizzato in sottoinsiemi da ottimizzare; esattamente come le case, dagli spazi minimi organizzati in modo pedante. Perché questa corsa? dove dobbiamo arrivare?Da nessuna parte, in ufficio al mattino, a casa la sera. Ma devo correre, perché ogni minuto è prezioso, soprattutto un minuto trascorso con i miei figli, o con il mio partner. Devo rubarlo alla follia di questa bocca metropolitana che fagocita la mia vita, la mia esistenza, il mio respiro.

E' questo il ritmo che vogliamo? il ritmo che abbiamo dentro, quello del nostro battito vitale? Forse pretendiamo di accelerare troppo la nostra vita, di velocizzare qualsiasi cosa, per cui oggi che raggiungo i cento chilometri all'ora, domani posso farne 120. Tutto deve esser sempre pronto per ieri, siamo in ritardo, non c'è tempo. La tecnologia straborda di novità e noi dobbiamo aggiornarci, per non restare indietro. Chi resta indietro è uno sfigato, un relitto sociale, un cretino. Il computer va sempre più veloce e anche io devo andare più veloce: il mio pensiero deve esser lesto, immediato. Devo già conoscere priori ciò che sto per pensare, per organizzare l'azione che ne conseguirà. I tempi morti delle funzioni vitali come respirare, risposarsi, rilassarsi, sono ottimi investimenti per edificare attività utili. Nessuno spreco, nessuna zona infertile. E infine, la follia.

Il delirio, l'infelicità. il sentrsi senza senso. La velocità logora l'esistenza, come la rugine il ferro. Se solo smettessimo di correre, capiremmo che non v'è alcun bisogno di farlo. La velocità genera prodotti da smaltire velocemente.
Arrestiamoci un attimo, e accorgiamoci del bel sole che batte sugli alberi del piccolo giardino fuori della finestra. Il tempo per un tè caldo, una pausa di qualche secondo per accorgersi di esser vivi, presenti in questo mondo colorato che ci offre in ogni istante l'occasione per godercelo.

Non guardiamo sempre avanti; chiusi nella nostra automobile a divorare con gli occhi la strada imprecando contro il tempo perso nel traffico. Proviamo a respirare: siamo vivi, in questa vita, che se ne va mentre noi contiamo il badget per la nostra impiccagione. Un sorriso, un pianto, un minuto in poltrona. A volte per vivere basta poco.

Dott.ssa Di Mauro Zaira

Ricerca

Calcola il tuo indice di massa corporea
Calcola i giorni fertili
Trova le strutture sanitarie più vicine
Trova medico
Nome:
Specialità:
Dove:
Articoli connessi
Attacchi di panico
(Psicologia)
Malattie correlate
Cirrosi epatica
(Malattie Infettive)
Dermatite
(Dermatologia/Venerologia)
Mononucleosi
(Malattie Infettive)
Morbillo
(Malattie Infettive)