Dr.ssa anna giudice
Specializzato in:
Medicina Nucleare
Home > Psicologia > Consulti medici > problemi familiari
Scritto il: 09/01/2010 alle 09:59
Egregio dottore, le scrivo perché non so più come comportarmi con mio figlio.Ha ventitre anni, frequenta l'università con profitto abbastanza buono, è già
in possesso di laurea triennale e deve sostenere sei o sette esami della
specialistica, è impegnato in associazioni culturali con il massimo dell'
impegno anche se a noi genitori sembra che lo faccia in modo esasperato e
proprio a causa di questo suo modo di fare da circa un anno è in rotta col
papà. Io cerco di trovare dei punti di confronto con lui, ma alla minima
divergenza reagisce con un'alterazione ingiustificata e io non essendo in grado
di competere con lui in quel modo abbandono il discorso e mi allontano. Forse
sbaglio perché può pensare che ha ragione lui perciò non rispondo più. Gli ho
proposto anche delle sedute di psicoterapia da fare insieme perché
probabilmente è sbagliato il nostro rapporto con lui, mi ha risposto che non è
lui ad avere problemi perciò dobbiamo risolvercela noi. Penso che la sua sia
insicurezza che nasconde con un'eccessiva aggressività. Io comunque non so più
cosa fare per cercare di recuperarlo alla famiglia. Preciso che è il terzo di
tre figli maschi e che anche con i fratelli ha dei rapporti che vanno secondo
le sue convenienze. Spero in una sua risposta
Scritto il: 23/01/2010 alle 17:29
Gentile Utente,l'età di suo figlio può giustificare tali comportamenti che spessono nascondono eventi della vita quotidiana che i ragazzi preferiscono non esternare in ambito familiare. Il conflitto con il padre fa parte della fase evoltiva e della crescita personale e naturalmente la collaborazione di suo marito è fondamentale per raggiungere un equilibrio che instauri serenità. Condividiamo la volontà di confidare il tutto ad un psicologo ma dovrà prima esserci accordo tra di voi e di certo ne gioverà l'ambiente familiare.




