Home > Psicologia > Consulti medici > ansia,attacchi d'ansia,depressione

Utente 384

Scritto il: 20/10/2009 alle 14:43

salve,sono un ragazzo di 28 anni,sono molto insicuro e soffro da anni di ansia e depressione...sono stato circa 4 anni in psicoterapia con due psicologi diversi(con uno, 1 anno,con l'altro 3 anni)..ho attraversato nella mia vita in questi ultimi 7 anni momenti molto dolorosi dovuti alle delusioni avute nei rapporti con le persone,gli amici,la mia ex fidanzata...attualmente mi sono accorto di avere troppa ansia e attacchi d'ansia,cosa che mi ha portato ad azzerare quasi totalmente le relazioni sociali(ma questo già da tre anni)..adesso mi trovo quasi sempre da solo e ho difficoltà a avere rapporti sociali con le persone e le donne in particolare...mi prende l'ansia, la paura(...),il senso di inadeguatezza e di inferiorità...ultimamente poikè sotavo troppo male ho cominciato a prendere gocce di LEXOTAN(20-25 al giorno...adesso 10-15)e le prendo da circa 3 settimane..avevo pensato di rivolgermi da un neurologo perkè questa ansia e paura sono troppo forti quando sto con gli altri e mi blokkano totalmente..è diventato qualkosa di invalidante...cosa devo fare?..ke konsigli medici mi potete dare?a ki devo rivolgermi prima ke mi metta una corda al collo dato ke nn ce la faccio più!

Dr. MARCO CAVALLINI

Specializzato in:
Medicina Generale

Esercita a:
Vizzolo Predabissi (MI)

Scritto il: 21/10/2009 alle 17:55

Colgo tutta la sofferenza della sua situazione,ma anche la disponibilità ad un aiuto. Credo sia utile per il momento chiarire due questioni:
-- la psicoterapia come è andata? Come si
svolgeva? Sentiva che la riguardava e che
c'era un rapporto di fiducia profondo con
il terapeuta ?
-- riguardo alla depressione: le è stata
prescritta una teraapia farmacologica ?
Chi ha fatto la diagnosi?
Per ora mi fermo qui.
Riprenderemo non appena scriverà.
A presto
Utente 384

Scritto il: 22/10/2009 alle 13:42

la ringrazio tanto innanzitutto per aver risposto...nn mi aspettavo nemmeno ke qualkuno lo avesse fatto.
cmq per rispondere alle sue domande :
la psicoterapia con il primo psicoterapeuta stava anando bene...mi ha aiutato(tra il 2002/2003).infatti mi era stato prescritto all'epoca di prendere Seroxat 1 compressa al giorno(ke ho preso per circa 5-6 mesi...ma poi a marzo 2003 ho smesso di prenderle di mia iniziativa)..poi in preda alla sfiducia per le persone,per quello ke accadeva, per le delusioni, ho deciso di non andare più da questo psicologo...dopo circa 4 mesi però ho passato uno dei periodi più brutti della mia vita.mi sono kiuso in me,kiuso in casa per circa un mese..mi sembrava di impazzire..poi ho cominciato ad andare da un'altro psicologo, quello ke mi ha tenuto in cura 3 anni, e piano piano sono riuscito ad uscire anke col suo aiuto da quel momento ke spero non si ripeterà più!tralasciando gli eventi stressanti e tragici(per me),le delusioni,i periodi di stallo totale e la continua sfiducia per le persone ke mi circondavano, arrivo a fine 2006 quando decido di non andare più da questo secondo psicologo(perkè pensavo ke da lui avevo tratto tutto quello ke potevo e adesso stava a me andare avanti).tra l'altro gli avevo kiesto di prescrivermi degli antidepressivi o qualsiasi cosa per stare meglio nel 2006,a causa di quello ke forse è stato l'evento più doloroso della mia vita(la mia, a suo tempo, fidanzata mi era andata sputtanando con i miei amici tanto da farmi kiudere le relazioni con loro), ma lui mi rispose ke io non ne avevo bisogno perkè non ero malato al punto di avere bisogno di un'iniezione, ke nn stavo per terra e avevo bisogno di una iniezione per farmi guarire..mah..!da allora non mi sono più curato nè da psicologi nè da psichiatri, da nessuno! ho scelto di andare avanti nel miglior modo possibile,soffrendo, stando da solo,sperando ke qualkosa potesse cambiare un giorno all'altro!questa è la mia storia ...spero ke adesso potrà darmi una consiglio medico
Utente 384

Scritto il: 26/10/2009 alle 14:59

nussuno mi risponde???
Utente/Medico cancellato

Scritto il: 26/10/2009 alle 21:55

Carissimo utente,
penso che una risposta di un/una collega psicologo sia più appropriata. Cercherò di metterla in contatto con uno di loro. Non si abbatta e vedrà che tutto si risolve. In bocca al lupo. Comunqu qualsiasi cosa sono a sua disposizione.
Utente 384

Scritto il: 27/10/2009 alle 15:50

la ringrazio per aver risposto! spero vivamente ke mi metta in contatto al più presto con un suo collega!
Utente 384

Scritto il: 04/11/2009 alle 21:47

grazie tante per la non risposta....
Zaira Di Mauro

Dr.ssa Zaira Di Mauro

Specializzato in:
Psicologia

Perfezionato in:
Psicoterapia

Esercita a:
Milano (MI)

Scritto il: 05/11/2009 alle 15:27

Caro ragazzo,
l'ansia e la paura sono sintomi di un malessere di fondo che si fa sentire attraverso un gran subbuglio.
Il problema da lei descritto è molto complesso, probabilmente acuito dalla sua storia di cure spesso abbandonate. Il percorso psicoterapeutico deve essere portato avanti, anche se a volte può essere molto doloroso.

Io credo che in lei ci sia un blocco emotivo, che andrebbe sciolto attraverso una psicoterapia espressiva. Non ho abbastanza elementi per dirlo con certezza, ma penso che le gioverebbe parecchio.
Dovrebbe scegliere una strada e seguirla. Anche gli psicofarmaci possono essere molto utili, ma solo se si è seguiti e se c'è un progetto di fondo.

Può contattarmi alla mia mail privata che trova sul mio profilo, e cerchiamo di capire cosa sia meglio per lei e che strada seguire.
Intanto le mando i miei saluti.
Dott.ssa Zaira Di Mauro
Utente 384

Scritto il: 26/11/2009 alle 22:07

cari medici che rispondete su questo sito,
sono stato da uno psichiatra per cercare sollievo e soluzione dalla mia condizion esistenziale...sono stato solo una volta per il momento e tuttavia nn so perkè ma resto scettico sulle terapie psichiatriche...molto probabilmente penso questo perkè il medico-psichiatra mi ha fatto parlare quasi sempre a me facendomi raccontare gli avvenimenti passati e inoltre e soprattutto perkè, in relazione ad avvenimenti passati sui quali io avevo già fatto abbastanza chiarezza, metteva in dubbio cio' che io dicevo di aver capito di tali avvenimenti...tanto che questa kosa mi ha fatto pensare quando sono andato via...il ke è più dannoso ke utile! cioè, io non voglio che lo psichiatra mi assecondi dicendo che ogni cosa è come dico io.. ma se su un avvenimento ke io ho vissuto sono sicuro di quello ke dico, lui non puo' mettere in dubbio cio' ke io dico!!!come fa a dire che una cosa non è quella ke è se lui non l'ha vissuta?? è stupido tutto cio' ed è anke avvilente perkè rende il paziente ankor più debole e vulnerabile psichicamente!!!perkè lo mette in crisi!!!per me è inutile ...cio' serve solo a far star male ulteriormente e inutilmente il paziente senza ke possa trovare la via d'uscita ke cerca!
p.s.: mi spiego meglio:"COME FA LO PSICHIATRA A DIRE KE FORSE HO CAPITO MALE UNA COSA, UN EPISODIO, SE LUI NON L'HA VISSUTO Nè CONOSCE I DETTAGLI?"

kosa ne pensate voi medici di cio' ke ho detto finora?????
Utente 384

Scritto il: 26/11/2009 alle 22:09

p.s.: mi ha detto di prendere alprazig 10 gocce al mattino e 15 la sera
Zaira Di Mauro

Dr.ssa Zaira Di Mauro

Specializzato in:
Psicologia

Perfezionato in:
Psicoterapia

Esercita a:
Milano (MI)

Scritto il: 27/11/2009 alle 02:31

E' molto complesso risponderle, perché non possiamo sapere le intenzioni del collega, né ciò che è accaduto nella relazione.
Tuttavia se devo pensare a qualcosa, penso che potrebbe giovare sia a lei che alla relazione stessa, un momento di franco confronto in cui lei si senta libero di dire al suo psichiatra di non essersi sentito capito. E' nostro compito accogliere questo genere di "attacchi" in modo costruttivo.
E se comunque continuasse a sentirsi insoddisfatto, nessuno la costringe a continuare la cura da questo medico specifico: non deve mettere tutta la psicologia/psichiatria nello stesso sacco, e deve considerare che non è così scontato trovare subito il professionista adatto a noi. Certo, prima o poi dobbiamo "affidarci".
Utente 384

Scritto il: 27/11/2009 alle 16:43

la ringrazio per aver gentilmente risposto!
cara dottoressa, mi spiace di dirlo ma quando accadono queste cose(il fatto dello psichiatra di cui le ho parlato) si radica sempre più in me l'idea ke forse nessuno a parte me puo' aiutarmi...addirittura penso ke specie nelle visite presso la asl(centro dsm),dove io sono stato, i medici non si impegnino al meglio!cmq accetto il suo consiglio...tornerò da questo psichiatra e gli dirò le cose ke ho detto qua!...d'altronde se quando ci sono andato nn ho detto niente è proprio perkè un mio problema è quello di tenermi tutto dentro...avrei dovuto dirglielo subito!

cmq volevo sapere da lei qualke informazione sulla psicoterapia espressiva di cui mi aveva accennato...in cosa cosnsiste?come funziona?a cosa mira?kome mi potrebbe aiutare e quali risultati puo' dare?...spero ke risponderà

p.s.: CREDO CHE QUESTA PROFESSIONE DEBBA ESSERE SVOLTA DA KI HA AQUISITO PROFESSIONALITà IN MATERIA(è LAUEATO IN PSICOLOGIA,HA FATTO ESPERIENZA,ECC...),NON SOLO...MA IL MEDICO PSICOLOGO O PSICHIATRA SECONDO ME DEBBA AVERE PASSIONE PER QUESTA PROFESSIONE, DEBBA SVOLGERLA IN MANIERA MOLTO COSCENZIOSA, CIOè DEBBA SVOLGERLA PERKè VERAMENTE VUOLE AIUTARE IL PAZIENTE E NON SOLO PER DIMOSTRARE KE è BRAVO E FAR CARRIERA!!!
Zaira Di Mauro

Dr.ssa Zaira Di Mauro

Specializzato in:
Psicologia

Perfezionato in:
Psicoterapia

Esercita a:
Milano (MI)

Scritto il: 27/11/2009 alle 17:50

Lei ha ragione. Vale per tutti i medici. A volte è difficile capire il limite tra lo stile personale e la competenza. Daltronde, nel suo caso, proprio perché ha difficltà ad esprimere ciò che ha dentro, sarebbe catartico tirar fuori la sua aggressività. La psicoterapia con tecniche espressive, farebbe esattaemnte questo. Si tratta di tecniche che permettono la manifestazione delle emozioni represse; tendenzialmente sono tecniche di ispirazione teatrale. Nel mio caso, il mio modello di Psicoterapia è la Gestalt, il cui padre è stato Perls. Lui sosteneva che le emozioni vanno vissute, non parlate o ricordate. Viverle realmente nel setting terapeutico, in compagnia dello psicoterapeuta, consente di attraversare i blocchi e superarli. Le faccio un esempio: se lei fosse mio paziente e io intuissi la sua rabbia nei miei confronti, le chiederei di esprimerla. Se le venisse difficile, la porterei comunque (con vari metodi) ad "arrabbiarsi" con me. Successivamente alla manifestazione, c'è una fase di riflessione sull'accaduto, a cui segue la consapevolezza dello stato d'animo e del senso che per noi ha quell'emozione. Generalmente questo tipo di catarsi ha la consistenza di uno schiaffone, ma è molto efficace. Tenga conto che la Gestalt (e tutti i midelli umanistici) danno anche molta importanza all'accoglienza e al conforto, quindi lo schiaffone è addolcito dall'empatia e dalla qualità della relazione.

Altre tecniche espressive sono, per esempio, lo PSicodramma (di gruppo) o la bioenergetica. Di tutto questo trova facilmente informazioni su internet.

Mi spiace abbia avuto questa brutta esperienza. Spero non la allontani dalla speranza di potere stare meglio, o di contare sull'aiuto e sulla cura. Daltronde, il paziente ha sempre ragione: è libero di essere aggressivo, o deluso, o arrabbiato. Il nostro lavoro è quello di aiutarlo, anche se non sempre è facile, e anche noi possiamo sbagliare, perché non siamo perfetti.

Un saluto caloroso

Dott.ssa Zaira Di Mauro
Ricerca

Calcola il tuo indice di massa corporea
Calcola i giorni fertili
Trova le strutture sanitarie più vicine
Trova medico
Nome:
Specialità:
Dove:
Malattie correlate
Disfunzione sessuale
(Sessuologia)
Anoressia
(Psicologia)
Vaginismo
(Ginecologia/Ostetricia)