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Scritto il: 20/10/2009 alle 14:43
Buongiorno.Il 6 ottobre, sono stato al P.S. per grosse difficoltà di movimento degli arti inf. e sup.
I sintomi duravano dal 2 ottobre, e nei primi giorni erano associati a febbre (37.4 - 37.6) e ad una sensazione di dolore che mi ricordava molto quella dell'acido lattico. Il primo giorno mi faceva male l'avambraccio destro, poi quello sinistro, poi il tricipite sinistro, la caviglia destra, ed al mattino seguente non riuscivo ad alzarmi dal letto. Inizialmente mi è stata diagnosticata un'influenza, per cui prendevo 3 gr. di paracetamolo al giorno per febbre e dolori. Il riposo, soprattutto a letto, peggiorava i sintomi, mentre il movimento "scoglieva" i muscoli. Il 6 ottobre mi sono svegliato in posizione fetale, tutto contratto e con i pugni stretti in modo violento, ed ho impiegato oltre 40 minuti per riuscire a mettermi in posizione seduta. Mi è stato quindi consigliato di recarmi al pronto soccorso di un ospedale dotato del reparto di neurologia.
Dopo visite ed analisi il referto è:
"Parestesie degli arti con difficoltà di deambulazione di ndd, dolori associati ad astenia e debolezza, durata oltre 24 h.
ROT presenti bilateralmente, non alterazioni dei movimenti coniugati con lo sguardo, non dolore alla palpazione dei principali fasci muscolari, andatura incerta a base allargata.
Esito a domicilio, consulenza neurologica domani mattina, tornare se dispnea, disfagia o peggioramento sintomi."
I risultati delle analisi del sangue e delle urine sono stati considerati buoni, nonostante alcuni valori fuori range:
alanina ALT 83
MON 10.2
BAS 1.9
GOT 56
GPT 107
PCR 0.68
Il resto degli esami è ok, dal colesterolo alla glicemia, protidogramma, CPK, AA nucleo, AA antigeni nucleari estraibili, AA mitocondri, urine ed elettroforesi.
Il giorno seguente, notevolmente migliorato, ho effettuato la visita neurologica, il cui esito ovviamente a quel punto non evidenziava problemi particolari e ribadiva quello di P.S. con miglioramento generale e terapia con vitamine gruppo B.
Durante le visite erano state fatte diverse ipotesi: un'infiammazione di un nervo, un'infiammazione muscolare di origine virale, una malattia autoimmune, il tetano, problemi neurotrasmissivi ecc.
Non ho però ricevuto una diagnosi definitiva sulla natura dei sintomi, né indicazioni precise su ulteriori approfondimenti: sono state ipotizzate, sia in PS che dal medico curante, un approfondimento neurologico oppure uno reumatologico, ma nessuno ancora ha deciso quale fare.
Dopo una ripresa molto faticosa, con difficoltà di movimento per circa ulteriori 10 giorni, attualmente ho ripreso la mia vita abituale. Tuttavia la sensazione di "acido lattico" persiste, e qualche lieve difficoltà permane, soprattutto dopo il riposo a letto o dopo alcune ore di lavoro sedentario, nonostante siano passati ormai 18 giorni.
Voi quale tipo di approfondimento mi consigliereste?
Grazie, cordiali saluti
G. M.
Scritto il: 21/10/2009 alle 07:40
Se ha ripreso regolarmente la sua vita anche se con fatica vuol dire che il problema dovrebbe essee estemporaneo e praticamente in via di risoluzione. Se capiterà ancora valuti con il suo medico curante la possibilità di una tac.Scritto il: 22/10/2009 alle 11:10
La ringrazio molto.Mi sono accorto però di non aver specificato che sono in cura con inegy 10/10. e che, durante il mese di settembre, avevo avuto prima un'influenza gastrointestinale per la quale avevo sospeso inegy, poi un'altra influenza con forte tosse e lieve bronchite. Per quest'ultima, con inegy ancora sospeso, mi è stata data una scatola (5 compresse) di cefixim; durante tale trattamento, per un "colpo della strega" mi sono state date anche due iniezioni di voltaren e muscoril.
L'episodio delle parestesie descritto è avvenuto dopo almeno, se ricordo bene, una settimana, ed avevo ripreso inegy da soli tre giorni. Le analisi sono state effettuate il 6/10 con inegy sospeso dal 3/10 (compreso); inegy è tuttora sospeso.
Le statine, o gli altri farmaci, possono aver inciso sull'accaduto? per questo, e per la persistenza di alcuni sintomi - sensazione di "acido lattico" e debolezza muscolare - anche se lievi e che non mi impediscono di condurre una vita abbastanza normale, cambia qualcosa del Suo parere?
Grazie, Giuseppe Monaco
(Medicina Generale)
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