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Morbo di Alzheimer

L'Alzheimer è una forma di deterioramento mentale che insorge generalmente prima dei 65 anni, colpisce prevalentemente le donne tra i 45 e i 65 anni, con turbe della memoria e disorientamento, soprattutto spaziale. Seguono l'alterazione delle funzioni simboliche (afasia, agnosia, ecc.), irrequietezza, compaiono anche sintomi neurologici fino a un completo quadro demenziale.La malattia distrugge progressivamente le cellule cerebrali. Una diagnosi certa si ha solo con l'esame autoptico. A livello macroscopico, la malattia è caratterizzata da una diminuzione nel peso e nel volume del cervello, dovuta ad atrofia corticale, visibile anche in un allargamento dei solchi e corrispondente appiattimento delle circonvoluzioni. A livello microscopico e cellulare sono riscontrabili depauperamento neuronale, placche senili, degenerazione neurofibrillare, angiopatia congofila.
La malattia è dovuta a una diffusa distruzione di neuroni, causata principalmente dalla betamiloide, una proteina che depositandosi tra i neuroni agisce come una sorta di collante, inglobando placche e grovigli "neurofibrillari". La malattia è accompagnata da una forte diminuzione di acetilcolina nel cervello (si tratta di un neurotrasmettitore: una molecola fondamentale per la comunicazione tra neuroni, e dunque per la memoria e ogni altra facoltà intellettiva). La conseguenza di queste modificazioni cerebrali è l'impossibilità per il neurone di trasmettere gli impulsi nervosi e quindi la morte.
Anche se al momento non esiste una cura, sono state proposte diverse strategie terapeutiche per provare a gestire clinicamente il morbo di Alzheimer; tali strategie puntano a modulare farmacologicamente alcuni dei meccanismi patologici che ne stanno alla base.





