Home > Neurologia > Consulti medici > Sindrome di Parsonage-Turner e condrite sternale

Utente 1683

Scritto il: 08/01/2010 alle 13:17

Buongiorno, sono una ragazza di 20 anni che non sa più dove
battere la testa e volevo provare a sentire qualche altro
parere sul mio caso. A metà Luglio 2009 mi sono svegliata con
una dolenzia alla spalla destra e il dolore poi si è intensificato
nel corso dei giorni con dolore laterocervicale esteso a tutto
l'arto superiore fino al gomito. Mi viene prescritta dal medico
di base una ecografia che da' esito negativo. Faccio una visita
da un ortopedico e si accorge di una "paralisi" della scapola
destra e mi indirizza da un neurologo. Mi viene effettuata una
elettromiografia che riscontra un ridotto reclutamento con PUM
di durata e ampiezza aumentata al gran dentato rispetto al trapezio
o al tricipite. Il dolore continua a persistere ed aumentare fino
a diventare insopportabile e, in accordo con il neurologo, viene
stabilito un ricovero. Dopo una serie di esami(esami ematici,
rx torace,ECG, EMG, RM cervicale, visita fisiatrica) durante le due
settimane di ricovero, viene ipotizzata la presenza della sindrome
di Parsonage-Turner. Viene quindi impostata una terapia steroidea
EV con miglioramento della sintomalogia dolorosa.
Una volta uscita dall'ospedale, faccio un'altra visita dal fisiatra
ed inizio un ciclo di fisioterapia che non porta grandi risultati.
Infatti, inizio ad avvertire scosse nella zona sottoscapolare destra
che non mi permettono di svolgere le mie quotidiane attività.
Il dolore continua a spostarsi fino a quando inizio a sentire un
forte dolore allo sterno e alla gabbia toracica con difficoltà
di respirazione. Sia il movimento che lo sfioramento della cute
in questa regione, lo rendono insopportabile. Non riuscendo
neanche ad alzarmi dal letto, vengo accompagnata in pronto
soccorso e quindi ricoverata per una seconda volta, per altre
due settimane sempre nel reparto di neurologia. Vengono effettuati
una serie di accertamenti:
- RX torace: normale
- RC torace per sterno: minima rarefazione a livello dell'estremità
prossimale dello sterno
-ecografia sternale: si conferma area di disomogenea ipoecogenicità
a livello dello sterno (passaggio corpo-manubrio) con spot calcifici
estesa per 8mm.
- scintigrafia ossea: iperaccumulo estremità anteriore delle prime
coste a destra e sterno come da aumentata attività osteoplastica
- ECG: BBDs incompleto
- ecocardiogramma: normale
- TAC torace e addome con mdc:normale
- RM encefalo con gd: piccola falda ematica in regione occipitale
ds sottodurale (post-traumatica TAC encefalo: non piu' sicuramente
evidente ma segnalata piccola falda sottodurale occipitale destra)
- rachicentesi: liquor limpido, incolore, normale il chimico-fisico.
IEF negativo per sintesi intratecale.
- esami ematici tutti nella norma compresi i fattori reumatoidi ed
indici neoplastici.

La diagnosi post-ricovero è una condride sternale. Non mi viene
data nessuna terapia ma il dolore continua a persistere e si sposta
dalla spalla destra alla scapola destra alla scapola sinistra, alla
schiena, allo sterno... Disperata, mi sono rivolta da un'osteopata
ma la situazione non sembra un granchè migliorata e vado avanti
ad aulin ogni sera. Cosa posso fare per risolvere? Passerà col tempo?
grazie anticipatamente, saluti.
Redazione ConsultiMedici.it

Scritto il: 09/01/2010 alle 18:12

Gentile Utente,
abbiamo letto con attenzione la storia clinica e le rispondiamo brevemente non per superficialità ma perchè sarebbe fondamentale la visualizzazione diretta di una serie di asami e probabilmente un grosso aiuto vista la diagnosi Le può essere dato da un reumatologo anche se riferisce che gli esami compresi i fattori reumatoidi sono nella norma. Provi ad effettuare una visia specialistica e risentiamoci dopo di essa.
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