Dr.ssa anna giudice
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Medicina Nucleare
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Epatite virale

L'epatite virale è un processo infiammatorio acuto o cronico del fegato, causato da diversi agenti virali, la forma acuta causata dal virus di epatite A, B, C, D ed E. Altri agenti virali che possono causare una epatite acuta sono il virus EB (virus della mononucleosi, herpes simplex, virus della febbre gialla).
L'epatite acuta A è più frequente nelle popolazioni a basso livello igienico, colpisce in particolare soggetti tra i 5 e i 14 anni di età. Il contagio avviene per via aerea, attraverso cibi contaminati. Il virus viene inattivato dalla bollitura dell'acqua per 10 minuti, anche la prevenzione è molto importante, rispettando delle norme igieniche alimentari. Il sintomo classico è rappresentato dall'ittero (la colorazione giallastra della pelle, delle sclere e delle mucose), ma solo in una piccola percentuale di casi, la malattia guarisce completamente nella stragrande maggioranza dei casi, compaiono gli anticorpi antivirus A (IgG), che conferiscono protezione per tutta la vita, e non ne conseguono forme croniche.
L'epatite B è caratterizzata dalla presenza nel sangue dell'antigene Australia o HBsAg, una componente della particella virale, il contagio avviene con trasfusioni di sangue o derivati ematici infetti (aghi, siringhe, strumenti sanitari non sterilizzati, cure dentali, manicure, ecc) o con uso di spazzolini da denti, rasoi, per contatto sessuale, per passaggio da madre a figlio. I sintomi della malattia somigliano a quelli delle epatiti da altra origine: anche l'ittero, il sintomo più caratteristico è presente solo in una parte dei casi, l'infezione quindi può passare inosservata. La malattia guarisce nella maggioranza dei casi, nel 10 % dei pazienti la malattia tende a cronicizzare, presentando vari quadri che vanno dall'epatite cronica alla cirrosi, alcuni soggetti dopo il contatto con il virus, diventano portatori cronici e potenzialmente infettivi, pur non presentando nessuna epatopatia, in Italia si stima che il 2% della popolazione totale è portatore del virus. Importantissima è la prevenzione e il rispetto delle misure igieniche. E' possibile effettuare la vaccinazione contro l'epatite B: è efficace, priva di effetti collaterali ed è indicata nei soggetti ad alto rischio d'infezione, come il personale medico e paramedico, neonati di madre positiva per l' HBsAg, tossicodipendenti, viaggiatori in aree dove l'epatite B è più diffusa, ecc.
L'epatite C si può sviluppare dopo trasfusione di sangue ed è responsabile del 70% delle epatiti da causa sconosciuta. Per la prevenzione valgono le stesse regole descritte per l'epatite B. non è attualmente disponibile un vaccino.
Il virus dell'epatite D può causare un'epatite acuta o cronica, ciò accade perche il virus delta necessita per la sua replicazione, del rivestimento esterno del virus B. il virus B si trova nei tossicodipendenti e nei politrasfusi, e causa un'infezione particolarmente aggressiva.
L'epatite E è diffusa in Asia, le modalità di trasmissione ed il quadro clinico sono quelli dell'epatite A, anche la sintomatologia è simile. Le complicanze possono essere: artriti, angiodema, e compaiono nel 15% di casi.
Dopo un'epatite acuta in genere l' GBsAg scompare dal sangue, e la guarigione è completa, nel 10% dei casi invece persiste per più di sei mesi, di questi la metà eliminerà l'antigene, ma l'altra metà rimane cronicamente positiva. Tra le complicanze rare: la pancreatite, la miocardite, l'anemia aplastica e la neurite periferica.
La terapia non richiede trattamenti specifici, sono consigliati il riposo, una dieta ipercalorica e l'astensione dei farmaci e dall'alcol, nei casi gravi è richiesto il ricovero ospedaliero.
La diagnosi viene fatta in base al quadro clinico e alla biopsia epatica. Da notare che solo il 30% di casi di epatite cronica fa seguito a una forma acuta: spesso insorge in modo insidioso. La terapia s'instaura solo nelle forme attive e consiste nella somministrazione di cortisonici, mentre nelle forme B si può usare l'interferon sotto controllo, le complicanze sono quelle delle cirrosi e delle insufficienze epatiche in genere.
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