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Malaria

La malaria è una malattia infettiva causata da protozoi del genere plasmodium. Tali protozoi hanno un ciclo di sviluppo che comprende una fase sessuata, che si svolge nella zanzara anopheles, e una fase asessuata che avviene nell'organismo infettato, parte al di fuori dei globuli rossi e parte a loro interno. La trasmissione avviene mediante la puntura della zanzara anopheles, attualmente presente in tutte le zone tropicali e sub-tropicali, la quale si è precedentemente infettata pungendo un soggetto malato. Dal ciclo del parassita risulta quindi chiaro che una valida prevenzione della malattia può essere ottenuta agendo a due livelli: con la lotta al vettore (bonifica delle zone paludose, uso d'insetticidi) e con la cura dei soggetti malati, per ridurre il serbatoio dell'infezione.

In Italia la massiccia lotta al vettore ha portato alla scomparsa della malattia, in alcune zone del mondo è ancora presente la zanzara anopheles, perciò l'arrivo di soggetti malati proveniente da regioni tropicali rappresenta ancora un rischio di ripresa dell'infezione. I sintomi della malattia sono dovuti alla distruzione dei globuli rossi da parte del plasmodio, che accresce a spese del globulo rosso e dà origine a 6-32 piccoli parassiti che determinano la rottura della cellula (lisi). La lisi dei globuli rossi, sincrona per tutte le cellule infettate, avviene ciclicamente, manifestandosi con una crisi febbrile. La ciclicità degli episodi febbrili è diversa a seconda del plasmodio infettante.

L'accesso febbrile si manifesta con brivido intenso, sensazione di freddo e rapido aumenti della temperatura fino a 40°; dopo qualche ora la febbre si risolve bruscamente accompagnata da abbondante sudorazione. Dopo alcuni cicli di emolisi insorge epato-splenomegalia, e nei casi gravi possono derivare complicanze cardiache, renali e cerebrali. La diagnosi e specialmente nei casi d'importazione, è spesso difficile perché i sintomi possono non essere netti, fondamentale è l'esame microscopico dello striscio di sangue. Per coloro che si recano in zone a rischio, è raccomandata la chemioprofilassi con cloro china o pirimetamina, da iniziare una settimana prima del viaggio e continuare per sei settimane dopo il rientro.

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