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Autore

Dr. Ivano Morra

Specializzato in:
Urologia/Andrologia

Esercita a:
Torino (TO)

"Incontinenza urinaria maschile dopo prostatectomia radicale: una soluzione mini-invasiva a un problema emergente"

A cura del Dott Ivano Morra

L' incontinenza urinaria rappresenta una complicanza importante della prostatectomia radicale che determina spesso cambiamenti nelle abitudini di vita e restrizioni delle proprie attività.

È ormai dimostrato che la principale causa di incontinenza dopo prostatectomia è il deficit sfinteriale intrinseco.
Mentre la riabilitazione perineale può essere utile nel trattamento dell'incontinenza lieve, per le forme più gravi e persistenti la terapia è chirurgica.

Nel corso degli anni varie tecniche sono state proposte per la risoluzione di questo problema: negli anni '90 le uniche due tecniche sopravvissute sono state il bulking uretrale e lo sfintere artificiale.

Ancora oggi lo sfintere artificiale rappresenta il gold standard per trattamento dell'incontinenza da sforzo maschile; l'incidenza di complicanze con l'utilizzo di questo dispositivo ha spinto la ricerca a trovare nuove soluzioni per le forme di incontinenza più lieve.

Tra queste si segnala lo sling bulbo-uretrale che rappresenta attualmente una soluzione mini-invasiva per il trattamento dell'incontinenza urinaria maschile; lo sling costituisce un piano di appoggio contro il quale viene a comprimersi l'uretra durante uno sforzo impedendo in tal modo la fuoriuscita di urina.

Con lo sling bulbo-uretrale è possibile oggi trattare l'incontinenza maschile da sforzo in regime di day surgery.

La procedura prevede una piccola incisione a livello del perineo anteriore ( al di sotto dello scroto) e il posizionamento di una rete di sospensione (lo sling) in prolene al di sotto dell'uretra bulbare (foto titolo). Il tempo operatorio medio è di circa 40-50 minuti.

Tutta la procedura può essere eseguita in anestesia spinale e il paziente può essere dimesso il giorno successivo all'intervento. In letteratura le percentuali di successo, ovvero di pazienti completamente asciutti, dopo questo intervento è del 75%. Molti pazienti inoltre riferiscono una miglioramento significativo della continenza. Anche la nostra esperienza con questi dispositivi conferma la loro efficacia soprattutto nel trattamento delle forme lievi o moderate.

In conclusione lo sling rappresenta una valida soluzione per il trattamento dell'incontinenza maschile da sforzo.

L'efficacia e la bassa morbilità rappresentano gli aspetti più interessanti di questa procedura.

Lo sling bulbo uretrale può inoltre essere associato al posizionamento contestuale di una protesi peniena permettendo così di risolvere in un tempo unico i due problemi maggiori che compaiono dopo una prostatetctomia radicale: il deficit erettile e l'incontinenza da sforzo ( Simultaneous implantation of bone anchores sling and inflatable penile prosthesis through a single penoscrotal incision. I. Morra et.al., Torino, Italy.

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