Dr.ssa anna giudice
Specializzato in:
Medicina Nucleare
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Autore
Dr. Enrico Maria Marone
Specializzato in:
Chirurgia vascolare
Perfezionato in:
Patologie Cardiovascolari
Angiologia
Esercita a:
Milano (MI)
Vene varicose arti inferiori
A cura del dott: Dott. Marone Enrico Maria
e vene varicose rappresentano un disturbo molto diffuso nella popolazione generale. In Italia, ne soffre almeno il 40% delle donne e il 25% degli uomini. Anche se non costituiscono un pericolo per la salute generale del paziente possono ridurre la qualità della vita e favorire l'insorgenza di flebiti o gli episodi di trombosi venosa.
I disagi si fanno sentire soprattutto in estate quando le vene, di per sé poco toniche, vengono indotte dalle alte temperature esterne a dilatarsi ulteriormente. Le varici diventano così più evidenti e "palpabili", a volte, dolenti; le gambe si appesantiscono, le caviglie si gonfiano, le scarpe stringono.
Quando il disagio è limitato, per ottenere sollievo può bastare qualche piccolo cambiamento nello stile di vita e qualche accorgimento mirato. Una dieta sana, mantenere il peso corporeo entro limiti ragionevoli ed eseguire un'attività fisica moderata e costante sono elementi sicuramente positivi per la salute delle vene come dell'intero organismo. Altrettanto importante è eliminare il fumo e contenere l'uso degli alcolici e delle bevande a base di caffeina. In estate è, poi, consigliabile evitare di esporre eccessivamente le gambe a fonti di calore e, se si ama stendersi al sole, cercare almeno di scegliere gli orari meno afosi e di tenere le gambe sollevate rispetto al resto del corpo. Ancora meglio, abbronzarsi camminando con le gambe nell'acqua. Dopo una lunga passeggiata in montagna o dopo la visita ad un museo, si possono fare docce fresche alle gambe e, eventualmente, utilizzare le creme e i gel facilmente reperibili in farmacia per prolungare la sensazione di benessere. Sia ben chiaro, però, che nessuno di questi approcci curerà l'insufficienza venosa né, tantomeno, le varici eventualmente presenti.
Trattamenti.
L'insufficienza venosa e la predisposizione a sviluppare varici sono, almeno in parte, condizioni ereditarie determinate geneticamente e, quindi, sostanzialmente ineliminabili. Inoltre, si tratta di una sofferenza venosa generalizzata: eliminare la singola varice aiuta a stare meglio, ma non risolve il problema in modo definitivo.
Se il dolore provocato dalla varice non è tollerabile, o più semplicemente per ragioni estetiche, si può optare per l'asportazione o la chiusura del vaso varicoso.
L'asportazione completa del vaso si esegue solo per la grande e, eventualmente, per la piccola safena varicose e prevede l'intervento chirurgico di safenectomia. La safenectomia rimane l'intervento classico e, sicuramente, il più usato. Il suo successo dipende sia dall'esperienza maturata in anni di pratica chirurgica, sia dal fatto che la tecnica iniziale è stata costantemente aggiornata con l'introduzione di nuovi materiali e nuovi tipi di anestesia. Oggi, per esempio, l'anestesia spinale consente al paziente di rimanere sveglio e cosciente durante l'intervento e di alzarsi già dopo tre o quattro ore. Il risultato estetico è ottimo ed il recupero nel postoperatorio è rapido: in genere, bastano quattro o cinque giorni di riposo relativo.
Il fatto di avere una vena in meno non crea alcun problema alle gambe del paziente perché il circolo venoso profondo riesce a drenare efficacemente anche le zone normalmente vascolarizzate delle safene.
Un approccio alternativo alla rimozione del vaso varicoso, o di una sua parte, consiste nella sua esclusione dal circolo sanguigno.
Le varici si formano quando il sangue diretto dalle gambe al cuore, a causa dell'insufficiente spinta verso l'alto, refluisce e va a gravare sulle valvole venose. Il ristagno di liquido fa aumentare le dimensioni della vena e tende a sfiancarne le pareti già indebolite. Per evitare l'ingrossamento del vaso, anziché eliminare la vena, si può allora eliminare il reflusso. Su questo principio si basano le tecniche endovascolari (laser e radiofrequenze) e la scleroterapia. La terapia sclerosante è utile sia per eliminare le varici, sia per far scomparire le teleangiectasie, le antiestiche trame di capillari che spesso compaiono sulle gambe di chi soffre di insufficienza venosa.
Il trattamento con il laser delle teleangiectasie è una tecnica in continua
evoluzione perché non esiste ancora uno strumento che consenta di ottenere risultati paragonabili a quelli della terapia sclerosante. In media, solo il 40% dei capillari trattati vengono sclerotizzati con successo. La ridotta efficacia dipende dal fatto che per ottenere la sclerosi del vaso, la luce laser deve essere assorbita dall'emoglobina. La lunghezza d'onda della luce necessaria per ottenere la sclerotizzazione, però, varia in relazione al colore e alla posizione più o meno profonda del capillare da trattare. Esistono diversi tipi di laser, ma ciascuno emette un fascio di luce di una sola lunghezza d'onda, non tutte quelle che sarebbero necessarie. Di conseguenza, solo alcuni capillari verranno effettivamente sclerotizzati. Un altro limite è che il raggio genera calore nel punto d'applicazione e le intensità necessarie per ottenere una sclerosi ottimale non possono, in realtà, essere applicate perché provocherebbero ustioni cutanee.
PLa scleroterapia può essere eseguita con il classico liquido sclerosante,oppure con una nuova forma schiumosa in mousse. Questa nuova formulazione sembra particolarmente efficace e riesce a sclerotizzare fino all'80% dei capillari trattati. Probabilmente, ciò dipende dal fatto che le bollicine microscopiche della mousse aderiscono meglio alle pareti del vaso, mentre il liquido tende a disperdersi maggiormente e ad essere allontanato dal flusso sanguigno.
L' Endovenous Laser Therapy (EVLT) è la versione endoscopica della classica terapia laser e viene utilizzata per il trattamento della piccola e della grande safena varicose. Il chirurgo deve pungere la safena all'altezza del ginocchio e introdurre una sonda a fibre ottiche. La sonda viene fatta avanzare sotto guida ecografica e, giunta nel tratto di vaso da trattare, emette il fascio di luce laser che chiude il vaso sanguigno. L'intervento va effettuato in sala operatoria in anestesia locale ed i tempi di recupero sono lievemente ridotti rispetto all'intervento tradizionale. Lo svantaggio rispetto allo stripping è rappresentato dal fatto che non tutti i tipi di varici possono beneficiare di questo trattamento ed il rischio di recidive è leggermente superiore.
Consigli utili per prevenire la comparsa delle varici
. Perdere peso o non ingrassare
· Seguire una dieta ricca di fibre vegetali e agrumi
· Limitare l'uso di sale e l'assunzione di alcolici
· Svolgere un'attività fisica moderata, ma costante
· Indossare calze elastiche
· Indossare scarpe comode con due o tre centimetri di tacco
· Dormire con le gambe leggermente sollevate
· Fare docce fresche alle gambe e, al mare, camminare con le gambe nell'acqua
· Evitare di fumare
· Evitare di indossare scarpe prive di tacco o con tacchi troppo alti
· Evitare di indossare indumenti che stringano le gambe o il punto vita
· Evitare di tenere le gambe vicino a fonti di calore
· Evitare di stare a lungo sedute o in piedi nella stessa
Dott. Marone Enrico Maria
Specializzazione: Chirurgia vascolare
Perfezionamenti:
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